Vive le cinéma e l’acqua che (non) c’è: due giorni con la regista Aïssa Maïga

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Due giornate per riflettere sul riscaldamento globale con un’ospite di grande caratura: Aïssa Maïga attrice e regista francese di origine maliana e senegalese. Vive le cinéma, Festival del cinema francese, in corso a Lecce, con una selezione dei migliori film del cinema francese contemporaneo, entra nel vivo del programma con una scaletta di notevole interesse

Due giornate, dunque, domani 16 settembre e venerdì 17 con Aïssa Maïga, che si è distinta anche per il suo impegno attivo per i diritti civili e la parità di genere (paladina del movimento #meetoo in Francia), contro il razzismo nel mondo dello spettacolo (ha contribuito alla scrittura del libro-manifesto “Essere nera non è il mio mestiere”), per l’ambiente e per l’Africa, a cui ha dedicato il suo documentario, “Marcer sur l’eau”, realizzato in Niger, che filma uno dei tanti villaggi vittime del riscaldamento globale.

Aïssa Maïga ospite della rassegna

Il documentario, selezionato al Festival di Cannes, verrà presentato alla presenza dell’autrice domani, domani alle ore 20.30 nella Giornata internazionale per la preservazione dello strato di ozono.

Venerdì 17 settembre alle 18, invece si svolgerà la masterclass (in programma al Rettorato dell’Università del Salento) nella quale la regista dialogherà con Luca Bandirali, critico cinematografico e docente di UniSalento.

Tra i film interpretati da Maïga, “Bamako” di Abderrahmane Sissako  (2006) per il quale ottiene una nomination come migliore attrice emergente al Premio César, “Mood Indigo – La schiuma dei giorni” di Michel Gondry (2013), “Benvenuto a Marly-Gomont” di Julien Rambaldi (2016), “Il ragazzo che catturò il vento” di Chiwetel Ejiofor (2019), “Mon frère – Tutto per mio fratello” di Julien Abraham (2019).

Oltre alla vasta rosa di film realizzati in Francia, ha lavorato in Italia in “Bianco e nero” di Cristina Comencini, con Fabio Volo.

Marcher rur l’eau

Una scena del documentario

Il documentario: nel nord del Niger, il villaggio di Tatiste, vittima del riscaldamento globale, sta lottando per l’accesso all’acqua. Houlaye, quattordici anni, come altri giovani, cammina per chilometri ogni giorno per prendere l’acqua: questo compito quotidiano le impedisce, tra l’altro, di frequentare la scuola. Tuttavia, l’area nasconde nel sottosuolo un grande lago sotterraneo, basterebbe una trivellazione per offrire a tutti una vita migliore.

Il Festival

Ospita una straordinaria selezione di film, cortometraggi e documentari prodotti in Francia in un incontro che unisce storia e contemporaneo, appassionati e protagonisti del cinema, artisti e produttori. Proiezioni,masterclass di approfondimento, percorsi di formazione sul campo per gli studenti universitari, intersezioni con le altre arti visive.

Le donne, i giovani, il mondo LGBTQ+, il meltin’pot culturale delle metropoli europee sono tra i protagonisti di questa sesta edizione, negli straordinari film – molti dei quali girati da registe di fama o da promettenti e già premiate professioniste – capaci di donare nuove e profonde prospettive alle grandi questioni del nostro tempo.

Due chiostri nel cuore del Barocco

Per la sua sesta edizione, la manifestazione rafforza il legame con l’Università del Salento: oltre a confermare il percorso di formazione sul campo riservato agli studenti (che prevede, quest’anno, anche l’assegnazione di premio), il festival trova dimora nello splendido chiostro del Rettorato dell’Università del Salento.

Ad attendere gli spettatori, un’attenta proposta di titoli in lingua originale con sottotitoli in italiano, quasi tutti in anteprima nazionale, molti dei quali premiati o candidati al Premio César, “l’Oscar francese”, e in altri prestigiosi concorsi internazionali, che verranno proiettati sullo schermo allestito nel Chiostro del Rettorato.

Altro luogo scelto per la manifestazione, il chiostro cinquecentesco del Convitto Palmieri (in piazza Carducci), anche questo, storico monumento della cultura a Lecce, dove Vive le cinéma torna con le esposizioni e i talk della sezione “Spazi Aperti della Visione”.

La formazione

Vive le cinéma propone, per la prima volta, due premi speciali legati alle attività di formazione sul campo che in queste settimane stanno coinvolgendo decine di ragazzi universitari e delle superiori. Per questo si consolidail rapporto con il corso di laurea Dams – Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo dell’Università del Salento e il Liceo Palmieri di Lecce, affidando per la prima volta agli studenti il ruolo di giurati.

Spazi Aperti della Visione

Anche quest’anno, Vive le cinéma fa incontrare il cinema con le altre arti visive nella sezione Spazi Aperti della Visione a cura di Lorenzo Madaro e Brizia Minerva, con un focus su Simon d’Exéa, francese classe 1983, divenuto uno dei fotografi più apprezzati della scena romana

Info e pogramma con tutti i film in visione su : https://www.vivelecinema-festival.com/

Il festival è un’iniziativa di Apulia Film Commission e Regione Puglia – Assessorato alla Cultura e Turismo, prodotta nell’ambito dell’intervento Apulia Cinefestival Network, ideazione e organizzazione Scirocco Films, in collaborazione con Polo BilioMuseale di Lecce e Museo Castromediano, Provincia di Lecce, Comune di Lecce, corso di laurea in Dams dell’Università del Salento.

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