Bionde da mangiare! Quando la birra entra NEL piatto

Sei concorrenti e sei giurati per Birrangolo, contest dedicato alla birra organizzato da Momolab e Agrogepaciok

Oltre la classica ricetta che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo provato noi che spignattiamo in cucina – l’evergreen pollo alla birra – c’è un mondo tutto da scoprire nell’universo delle bionde (ma anche delle scure e delle rosse …) che entrano NEL piatto.  Con tutto il carico di sentori e aromi e il gusto amarognolo che si sprigiona in bocca gustando del pesce, della carne e anche (proprio così) un dessert.

Ma se la birra scende giù una bellezza quando, ghiacciata e schiumosa, è servita nel bicchiere, può diventare materia prima insidiosissima quando è l’ingrediente chiave di un piatto da preparare.  Se poi sei un giovanissimo chef e ci metti pure una giuria con in testa professionisti del calibro di Rossano Boscolo e Franco Tornese, le cose cominciano a complicarsi. Coraggiosi, creativi e molto molto emozionati i sei chef che si sono sfidati a colpi di gusto alla birra nel contest “Birrangolo”, organizzato da MoMo Lab in collaborazione con Agro.Ge.Pa.Ciok, durante i giorni dell’omonima fiera di Lecce, dedicato alla birra artigianale.

La prova prevedeva l’ideazione, appunto, di un piatto, ispirato al “Salento con gusto”, utilizzando tra gli ingredienti una birra artigianale, proposto poi in abbinamento alla birra giusta, sempre artigianale.

Dopo la prima selezione, il concorso ha visto sfidarsi ai fornelli all’interno della Fiera Cristiano Stamerra, Massimiliano Tasselli, Isidoro Galeno, Angelo Pagliara, Simone Solido e Andrea Franco: tutti giovanissimi e molto molto molto tesi, anche perché la giuria era composta, oltre che da professionisti dell’informazione e della comunicazione enogastronomica (con me e la mia inseparabile compagna Leda Cesari anche Barbara Politi – Il pranzo di Babette –  e Federica Stella Blasi – Stasera mi porto a cena fuori),  anche (e direi soprattutto) dallo sguardo severo e dal palato tecnico di Rossano Boscolo, chef e pasticcere di fama internazionale, fondatore e rettore di Campus Etoile Academy, scuola di cucina e di pasticceria che ha contribuito a formare una generazione stellata di chef e pastry chef (e partner per il secondo anno di Agrogepaciok),  e di Franco Tornese, decano della ristorazione salentina, oggi chef de Il Vigneto del Gusto.

Una prova molto difficile, data appunto dal rischio di maneggiare il gusto amaro della birra, peraltro in piatti che dovevano esprimere il Salento e dunque con prodotti “culturalmente” e storicamente lontani dalla tradizione brassicola. Anche se – e il contest è stata un’egregia occasione di conferma – il Salento comincia ad esprimere una voce di interesse nel panorama delle birre artigianali.

La ricetta doppiamente vincitrice, Grano stumpato sfumato alla birra con braciolette d’agnello di Isidoro Galeno.

Doppio vincitore del contest (premio assoluto e per il gusto) è risultato Isidoro Galeno con il suo “Grano stumpato sfumato alla birra con braciolette d’agnello”: una vera esplosione di gusto, molto bello anche esteticamente.  Un piatto intelligente, perché dovendo rimanere in territorio salentino come ispirazione, la scelta del “granu stumpatu” al posto del risotto, è stata è azzeccatissima. Molto ben eseguito, equilibrato, con la giusta presenza della birra  che si sposava bene ai sapori rustici del piatto.

Il premio per l’estetica invece è andato ad Andrea Franco per il suo molto bello (e anche buono) Vortice d’autunno: un dolce alle mele (sì, proprio così, un dessert con la birra, in cui – vi assicuro la birra – veniva fuori con delicatezza e personalità per un risultato inaspettato) delicato ma con personalità.

Bravi bravi a tutti gli chef che hanno partecipato, perché mettersi in gioco significa mettersi in discussione e concedersi un’importante occasione di crescita.

E brave anche a Monica Kalsang Lhamo Pagliardi, direttore Marketing Chiriotti Editore e a Monica Onnis, Managing Director di MoMo Lab, per l’organizzazione e la conduzione del contest. Oltre che per la simpatia e la pazienza J

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