L’esperienza di gusto di Menhir Salento, tra le vigne della Terra d’Otranto

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La terra rossa e la pietra bianca, che costella questo angolo di Puglia in maniera viscerale tanto da aver contribuito a scriverne la storia, ne fanno una terra di contrasti. Siamo in Salento, in Puglia, per la precisione in quell’angolo carico di fascino (e storia) che ricade sotto il nome di Terra d’Otranto, dove i poco meno di 18 chilometri che separano la città di Maglie da Otranto, sono la strada maestra da imboccare per partire alla conoscenza di borghi piccoli ma preziosi per la storia e la bellezza di questo territorio, che si trovano tutt’intorno.

“È un rosso stupendo la terra d’Otranto. Più bello del rosso di Siena o di altre terre consimili!” scriveva Carmelo Bene, un rosso che qui gioca in chiaroscuro col candore delle pietre chiare dei muretti a secco, delle pajare e dei menhir, i mitici “monumenti naturali” di epoca miocenica, ma anche con una luce carica di fascino, “unica, antica” per dirla con i tanti registi cinematografici rimasti stregati, e con i colori cangianti delle varie colture: dall’oro del grano al verde scuro degli ulivi superstiti a quello più brillante delle vigne.

E’ in questo scenario senza tempo, che opera Menhir Salento, azienda agricola operante nel triangolo Bagnolo del Salento- Palmariggi – Minervino di Lecce, che con uno stile contemporaneo interpreta le autoctonie locali: susumianello, negromaro, primtivo, fiano di Puglia, verdeca, da cui nascono le etichette che “esprimono l’autenticità di un territorio, la Terra d’Otranto, della cui bellezza noi di Menhir ci sentiamo fortunati a godere tutti i giorni. E’ un territorio che non finisce di stupirci e incuriosirci, per la storia e le storie che custodisce”.

COSA PROPONE

Una visita in uno dei 4 poderi dove sono allevate le viti da cui nascono le etichette Menhir, durante la quale i protagonisti sono i vitigni autoctoni che più rappresentano il Salento: primitivo, negroamaro, susumaniello e fiano.

In questo periodo, la visita si può fare in due orari: o dalle ore 10 o il pomeriggio dalle ore 17,30, tutti i giorni dal lunedi al venerdi. L’ appuntamento è all’ Osteria Origano Cibo e Vino a Minervino di Lecce, che si trova a cinque minuti dalle vigne, cui si può accedere con  automobile o con van (no pullman).

Dopo la visita si ritorna da Origano dove è allestita una degustazione con una selezione di tre vini in abbinamento a focaccia e pane di produzione, accompagnato con l’olio extravergine di oliva biologico Menhir. 

Costo € 15 per persona. Prenotazione obbligatoria.
Si può optare per la sola degustazione, senza visita alla vigna, che si può fare tutti i giorni alle ore 10/12 o alle ore 16/18, sempre previa prenotazione, stesso costo.

IN ALTERNATIVA

Un altro modo per entrare nel mondo Menhir è prenotare direttamente un pranzo o cena con l’Osteria Origano, dove ad ogni piatto, preparato con i prodotti dell’azienda, è previsto l’accompagnamento di un calice dei vini Menhir, presentati e raccontati dal personale di sala.

L’importante è fare con calma, rallentare perchè come dice il patron Gaetano Marangelli “il tempo per noi è un valore, inteso come impegno costante, paziente e perseverante con cui abbiamo scelto di prenderci cura della nostra terra e dell’ambiente che ci circonda”.

Prendi nota: Osteria Origano, Via Giuseppina Scarciglia, 18 – 73027 Minervino di Lecce (LE) Tel. +39 3395325877.

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